L'occasione era di quelle ghiotte, e culturalmente anche rilevante, soprattutto per coloro che sono a digiuno di riviste politiche e palestre di pensiero: il ministro degli Interni adesso ha una sua rivista e si chiama Libertà civili. Non è una battuta. L'ha presentata ieri Roberto Maroni in persona, a fargli da spalla c'era il ministro del Welfare Sacconi. I due, a proposito di libertà e civiltà, hanno colto l'occasione per annunciare anche la raggiunta intesa sul cosiddetto «permesso di soggiorno a punti», provvedimento che presto verrà trasformato in decreto - e questa è una minaccia.
Il nuovo dispositivo razzista - che se fossimo in un paese normale dovrebbe costringere non solo i sindacati ma milioni di cittadini bianchi che ancora si vogliono civili a scendere in piazza per uno sciopero dei migranti a oltranza senza se e senza ma - si regge su un assunto demenziale che più o meno dice così: ti diamo un patentino, ci devi dimostrare che ti metti in riga, fissiamo 30 punti di «score» minimo da raggiungere, e in caso contrario... fuori dalle palle. Espulso, tu, la tua famiglia, il tuo lavoro, tutto quanto imbarcato su un charter, magari dopo un soggiorno di qualche mese in un Cie (che adesso anche il Pd comincia ad inquadrarli per quello che sono, galere vergognose).
Postato da enrico il Sabato, 06 febbraio @ 15:55:48 CET (5 letture)
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4 5 6 febbraio eventi e musica al Villaggio Globale
Postato da enrico il Lunedì, 01 febbraio @ 13:35:05 CET (206 letture)
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Scitte Antisemite a via Tasso per il Giorno della memoria
Imbrattato con scritte antisemite il Museo di via Tasso. Il grave insulto scoperto nella notte, la Digos visionerà le immagini riprese dalle telecamere, ma è subito polemica: non finanziato il sistema di upgrading delle telecamere che dovrebbe consentire alle vicine postazioni dei carabinieri e della polizia di seguire in tempo reale i movimenti nei pressi del Museo. «Nella notte dal 26 al 27 gennaio, alle ore 2 , sul muro di via Tasso adiacente il Museo storico della Liberazione , è stata tracciata la scritta "Olocausto = propaganda sionista"», spiega una nota diffusa dai responsabili della storica istituzione, già oggetto di vili attentati e imbrattamenti. «Non è una novità. Già il 24 gennaio 2008 scrissero "Himmler eroe". Via Tasso viene individuata per il suo valore simbolico, ma viene attaccata anche per il lavoro in profondità che il Museo svolge, soprattutto tra i giovani (13.000 visite l'anno di scuole e gruppi). Non abbiamo ceduto di fronte alla bomba del 1999, non ci lasceremo intimidire dalle scritte. Ma abbiamo bisogno della solidarietà, sia delle istituzioni, sia dei cittadini, sia delle articolazioni della società civile. Passate a firmare il registro nell’atrio del Museo». È stata imbrattata anche la targa del Museo e un'altra scritta si rifà proprio alla Giornata della Memoria: «27-01, ho perso la memoria». Le scritte al Museo sono state rimosse intorno a mezzogiorno dal servizio decoro urbano dell'Ama...
Postato da enrico il Mercoledì, 27 gennaio @ 14:18:58 CET (11 letture)
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Hip Hop e Tekno 29 e 30
Postato da enrico il Martedì, 26 gennaio @ 13:55:10 CET (228 letture)
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Postato da enrico il Martedì, 19 gennaio @ 13:44:57 CET (21 letture)
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21, 22, 23 musica al Villaggio
Postato da enrico il Martedì, 19 gennaio @ 13:22:26 CET (198 letture)
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L'Egitto Prepara il Muro per chiudere Gaza
Dopo aver subito la “barriera di sicurezza” costruita da Israele in Cisgiordania, presto i palestinesi dovranno fare i conti con un altro Muro.
Questa volta non si tratta di una struttura di cemento, ma di una barriera di acciaio super-resistente, che l’Egitto sta già costruendo lungo il confine meridionale della striscia di Gaza.
La notizia è stata diffusa oggi dalla Bbc, che cita funzionari anonimi dell’intelligence del Cairo.
Secondo questa fonte, la nuova infrastruttura è stata progettata con l’assistenza di ingegneri dell’esercito degli Stati Uniti. Il suo scopo è di porre fine al contrabbando di beni che ogni giorno avviene attraverso i tunnel illegali che uniscono l’Egitto al territorio palestinese per ovviare all’embargo imposto da Israele.
La parte del muro a nord dell’attraversamento di Rafah, lunga quattro chilometri, è già stata completata e a breve inizieranno i lavori a sud, che proseguiranno lungo il confine, sul tracciato di una recinzione già esistente.
Al termine dell’opera, tra un anno e mezzo, il muro si estenderà per oltre dieci chilometri di lunghezza e penetrerà sotto terra per 18 metri...
Postato da enrico il Lunedì, 11 gennaio @ 16:51:29 CET (28 letture)
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Rivolta a Rosarno, l'esasperazione dei nuovi schiavi esplode.
Dormono in tubi di metallo, vivono in ex fabbriche abbandonate, sono diventati l’occasione per progetti fumosi e strampalati, lavorano per pochi soldi in condizioni durissime. E soprattutto non ne possono più di sopportare la violenza gratuita di mafiosi e balordi. Loiero: «Quello che è successo è il frutto del clima di intolleranza xenofoba e mafiosa».
In contrada Spartimento, nei pressi dell’ex Opera Sila di Gioia Tauro che ospita centinaia di raccoglitori di arance, due africani sono stati feriti con un fucile ad aria compressa. E’ accaduto nel pomeriggio di ieri. Uno di loro è un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno. Le condizioni delle persone ferite portate nell’ospedale di Gioia Tauro non sarebbero gravi.
«Lo so che adesso daranno tutta la colpa a noi. E quei ragazzi che si divertivano a utilizzarci come tiro al bersaglio chissà dove sono a spassarsela», dice un lavoratore marocchino alla Repubblica. E racconta: «Ridevano, tre ragazzi su una macchina scura. Ridevano e urlavano: `Oggi non si lavora?`. Dalla statale la macchina ha cominciato ad accelerare e dai finestrini due si sono messi a sparare». «Siamo qui solo per lavorare», urla un giovane del Ghana con l’accento bergamasco.
Dopo gli attentati, alcune centinaia di africani hanno iniziato a protestare bruciando dei copertoni. Stessa reazione, appena si è diffusa la notizia dei ferimenti, c’è stata nell’ex fabbrica Rognetta di Rosarno. Più tardi, in serata, sono state danneggiate diverse auto nella cittadina della Piana. Dopo l’arrivo dei rinforzi di polizia e carabinieri, si è cercata una mediazione. La trattativa si è svolta in un clima di grande tensione. Gli abitanti di Rosarno avevano inveito contro gli immigrati mentre questi, nel loro tragitto, danneggiavano tutto ciò che incontravano sulla loro strada. In tarda serata, a Gioia Tauro è stata bloccata la nazionale...
Postato da enrico il Lunedì, 11 gennaio @ 16:09:16 CET (27 letture)
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15 e 16 gennaio reggae e tek-break al Villaggio
Postato da enrico il Lunedì, 11 gennaio @ 13:35:37 CET (100 letture)
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5, 8, 9 Gennaio Musica, Djs & live set al Villaggio
Postato da enrico il Lunedì, 04 gennaio @ 13:28:05 CET (218 letture)
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Finalmente liberi i due senegalesi arrestati durante il Raid GDF
Per ora liberi, vogliamo l’assoluzione!
Il 18 dicembre si sarebbe dovuta svolgere l'ultima udienza del processo ai tre senegalesi accusati di resistenza e lesioni per i “fatti del 5 ottobre” al Pigneto. Attendevamo la sentenza, sperando in una giusta e necessaria assoluzione. Purtroppo l'udienza è stata rinviata: le trascrizioni della scorsa udienza sono state consegnate solo il giorno precedente perché la cooperativa che fornisce le trascrizioni al Tribunale ha fatto tardi... Non vogliamo affrontare qui lo stato della giustizia in Italia, ma è evidente che non si può rimanere in carcere per colpa di un ritardo burocratico: infatti due dei tre imputati erano in stato d’arresto dal 5 ottobre.
Il 18 è stata presentata una nuova istanza di scarcerazione (le prime due erano state respinte) e finalmente il Tribunale sabato 19 dicembre ha revocato gli arresti trasformandoli in obbligo di firma. La loro scarcerazione è sicuramente una buona notizia anche se riteniamo che i due imputati non sarebbero mai dovuti essere stati arrestati...
Postato da enrico il Martedì, 22 dicembre @ 16:04:08 CET (60 letture)
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Archiviato il caso Bianzino, L'erba non fa male.. lo Stato si
Non ci sarà il processo per accertare la responsabilità della morte di Aldo Bianzino, l’ebanista che, nell’ottobre del 2007, è deceduto nella casa circondariale di Perugia a soltanto 48 ore di distanza dal suo arresto per detenzione di droga. A deciderlo, ieri, la procura della Repubblica del capoluogo umbro che ha definitivamente accolto la richiesta del pubblico ministero di chiudere il fascicolo. Il caso è dunque stato definitivamente archiviato dopo che, in risposta al primo tentativo avanzato dal pm Giuseppe Petrazzini di rinunciare all’accusa, i legali della famiglia avevano tentato l’ultimo appello, presentando istanza di opposizione. È caduto così il pesante capo di imputazione, contro ignoti, che ricostruiva la vicenda di Aldo Bianzino in termini di omicidio volontario...
Postato da enrico il Martedì, 22 dicembre @ 14:05:20 CET (85 letture)
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Sabato 26 tekno - Giovedì 31 SKApodanno
Postato da enrico il Lunedì, 21 dicembre @ 15:40:50 CET (482 letture)
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12 12 69 la strage di Piazza Fontana innaugura la strategia della tensione
La "strategia della tensione", per potersi realizzare, necessita di un contesto storico, politico e sociale pieno di profonde contraddizioni in cui possa inserirsi un'azione spregiudicata che tenda a spostare il terreno della lotta politica sul terreno dello scontro frontale con le forze dell'ordine, in modo da trasformare il rapporto tra lavoratori e Stato in un problema di ordine pubblico. La crisi storica del centrosinistra, le spaccature che sono state provocate al suo interno dalle lotte dei lavoratori, pongono in evidenza la doppia anima del centrosinistra, l'una riformista, l'altra centrista e conservatrice nella quale trova credito e spazio la componente reazionaria guidata dai socialdemocratici e dalla destra democristiana. Da questo scaturisce una paralisi dell'iniziativa politica, determinata dalla necessità di accantonare i problemi strutturali della società; e proprio qui si innesta il ricatto socialdemocratico che richiede o il completo allineamento a una politica conservatrice oppure la crisi al buio che possa consentire i più ampi margini di manovra alle forze reazionarie annidate nel parlamento, nell'apparato, nella burocrazia, nella classe imprenditoriale.
A tale scopo, mancando le condizioni obiettive che permettano soluzioni di questo tipo, si provoca a freddo un clima interessato di allarmismo con le continue minacce di scioglimento delle camere e di elezioni anticipate, con le ricorrenti minacce di colpo di stato, con l'utilizzazione indiscriminata dello squadrismo fascista, con la provocazione promossa dall'apparato burocratico e poliziesco, tollerante e spesso dichiaratamente connivente con la teppaglia fascista...
Postato da enrico il Lunedì, 14 dicembre @ 20:56:36 CET (67 letture)
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17, 19 dicembre rap e tekno al Villaggio
Postato da enrico il Lunedì, 14 dicembre @ 18:07:06 CET (228 letture)
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Fuori lege il Partito Kurdo
TURCHIA; ANKARA - La Corte costituzionale turca mette fuorilegge il Dtp (Partito per una società democratica) la principale forza politica filo curda. L'accusa è di avere chiari collegamenti con il Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan) già fuorilegge perché separatista e accusato di attentati. L'Unione europea esprime la sua preoccupazione, mentre a Diyarbakir, la città del sud-est del Paese a maggioranza curda, la gente è scesa in piazza per protestare e ci sono stati piccoli scontri con le forse dell'ordine.
Gli 11 giudici della Corte Costituzionale, la massima istanza della magistratura turca, hanno deciso all'unanimità. Ad annunciare la decisione ai giornalisti è stato lo stesso presidente dell'Alta Corte, Hasim Kilic, il quale ha più volte ripetuto che "nessun partito può usare il terrore e la violenza come metodo".
La messa al bando del Dtp è venuta nonostante nei giorni scorsi l'Unione Europea, cui Ankara ambisce ad aderire, avesse messo in guardia che un'eventuale chiusura del partito sarebbe stata una violazione dei diritti della minoranza curda della Turchia.
Il dispositivo completo della sentenza sarà pubblicato nei prossimi giorni sulla Gazzetta Ufficiale ma Kilic ha intanto preannunciato che la decisione prevede che la maggior parte dei 21 deputati del Dtp e 37 membri del partito non possano partecipare alla vita politica per i prossimi cinque anni. Più dure le sanzioni decise nei confronti del leader del Dtp, Ahmet Turk, e della deputata Aysel Tugluk, che hanno perso il diritto di essere ancora eletti al Parlamento, tant'è che pochi minuti dopo si è avuta notizia della loro sospensione immediata dall'Assemblea Nazionale (il Parlamento turco). Inoltre tutti i beni del partito saranno confiscati e andranno a finire nelle casse del Tesoro...
Postato da enrico il Lunedì, 14 dicembre @ 14:22:12 CET (68 letture)
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15-12-69 Pinelli entra innocente in questura a Milano e ne esce dalla finestra
Come' e' morto Giuseppe Pinelli
E' circa la mezzanotte di lunedi' 15 dicembre 1969. Un uomo discende lentamente lo scalone principale della questura di milano. Giunto nell' atrio dell' ingresso principale di via Fatebenefratelli si ferma un momento, accende una sigaretta. E' indeciso se uscire, andarsene a casa, oppure rimenere ancora qualche minuto, fare un'attimo il giro negli uffici della squadra mobile che stanno li' di fronte a lui, dall'altra parte del cortile. Sono giornate faticose queste per i cronisti milanesi e lui in particolare si sente stanco, avvilito: si sa gia' che nella mattina e' stato arrestato un'anarchico di nome Valpreda; c'entrera' davvero con le bombe di Piazza Fontana? E poi nelle camere di sicurezza della questura, nelle stanze al quarto piano dell' ufficio politico ci sono ancora almeno un centinaio tra anarchici e giovani della sinistra extraparlamentare che da tre giorni, dal venerdi' delle bombe, sono sottoposti a continui interrogatori.
L'uomo, Aldo Palumbo, cronista dell'Unita' di Milano, muove i primi passi per attraversare il cortile. E sente un tonfo, poi altri due, ed e' un corpo che cade dall'alto, che batte sul primo cornicione del muro, rimbalza su quello sottostante e infine si schianta al suolo, per meta' sul selciato del cortile, per meta' sulla terra soffice dell' aiuola. Palumbo rimane paralizzato per qualche secondo al centro del cortile, poi si avvicina al corpo, ne distingue i contorni del viso. E subito corre a dare l'allarme, agli agenti della squadra mobile, agli altri cronisti che sono rimasti in sala stampa quando lui e' uscito.
La mattina dopo tutti i quotidiani escono a grossi titoli con la notizia del suicidio di Giuseppe Pinelli. Di questi giornali, quelli che al momento dell'incidente avevano il loro cronista in questura scrivono che il suicidio e' avvenuto a mezzanotte e tre minuti. Nei giorni seguenti, stranamente questo particolare del tempo viene modificato: prima lo si corregge a "circa mezzanotte", poi lo si sposta ancora indietro, sino ad arrivare ad un tempo ufficiale: "Pinelli e' morto alle ore undici e 57 minuti del lunedi' notte 15 dicembre"
Ai primi di Febbraio, dal'inchiesta condotta dalla magistratura trapela un particolare: la chiamata fatta quella notte dala questura di Milano al centralino telefonico dei vigili urbani per richiedere l'intervento di una autoambulanza, e' stata registrata da uno speciale apparecchio e quindi si puo' stabilire con certezza l'attimo esatto, che risulta essere mezzanotte e 58 secondi. Come a dire due minuti e due secondi prima della caduta di Pinelli, se si sta al tempo segnalato da tutti i giornalisti che erano in questura quella notte. Si e' trattato di una svista collettiva, e abbastanza clamorosa per gente abituata ad avere delle reazioni automatiche, professionali, quali il guardare per prima cosa l'orologio quando avviene un incidente del genere? E' n fatto pero' che nel frattempo sono successe due cose strane...
Postato da enrico il Venerdì, 11 dicembre @ 14:26:44 CET (87 letture)
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7, 10, 11, 12 dicembre musica eventi concerti
Postato da enrico il Lunedì, 07 dicembre @ 18:21:41 CET (308 letture)
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La fiducia per Privatizzare il Bene Più Prezioso
ROMA 18 novembre - Con 320 voti a favore il governo ha ottenuto la fiducia alla Camera sul decreto legge Ronchi che prevede una serie di liberalizzazioni nel settore dei servizi pubblici, tra cui l'erogazione dell'acqua. Contro il governo hanno votato 270 deputati.
La mossa del governo ha suscitato la reazione immediata di Cittadinanzattiva, che ha promesso l'inizio di una raccolta firme per chiedere un referendum. "Il governo si è bevuto la fiducia dei cittadini", ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva. "Blindando l'acqua nel decreto Ronchi, l'esecutivo ha dimostrato di essere più preoccupato di assecondare gli interessi dei gruppi industriali privati che di regolamentare un settore vitale per la società con la costituzione di una Autorità", ha proseguito.
Secondo le associazioni dei consumatori, la liberalizzazione dell'acqua prevista dal decreto peserà sulle tasche degli italiani con aumenti a due cifre, compresi tra il 30 e il 40 per cento.
Per il Codacons, ad esempio, "si profila una vera e propria stangata". "Se consideriamo in 3 anni il tempo necessario perchè il nuovo sistema vada a regime, alla fine di questo processo il rischio concreto è quello di un aumento medio del 30 per cento delle tariffe dell'acqua".
Ancora più drastico il parere del responsabile dei servizi a rete del Movimento Difesa del Cittadino (Mdc), secondo il quale "gli aumenti in bolletta supereranno il 40 per cento", visto che "si aggiungerà la necessità dei profitto delle Spa con inevitabili conseguenze sulle tariffe".
Parole di amarezza arrivano anche dal presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. "Ancora una volta, viene meno la collaborazione e il rispetto delle competenze regionali", ha detto Errani a proposito del dl Ronchi, aggiungendo: "Appena il decreto verrà approvato, la Regione Emilia Romagna valuterà tutti i profili costituzionali per decidere quale iniziativa assumere". Secondo il governatore dell'Emilia Romagna, infatti, "siamo di fronte a una forzatura che non convince nel metodo. La prossima settimana assumeremo una posizione nell'ambito della Conferenza delle Regioni".
Postato da enrico il Mercoledì, 02 dicembre @ 17:45:54 CET (75 letture)
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La polizia carica i Lavoratori dell'Alcoa
ROMA - Resta alta la tensione intorno al mondo del lavoro. Oggi Roma è stata lo scenario dei tafferugli tra lavoratori dell'Alcoa e la polizia. In serata la situazione si è rasserenata, quando al ministero dello Sviluppo Economico rappresentanti dell'azienda e sindacati hanno siglato un accordo che prevede la revoca della cassa integrazione per i circa 600 operai dello stabilimento di Portovesme, in cambio però di un intervento del governo per alleggerire i costi dell'energia. Mentre restano aperte le vicende dell'ex Eutelia e dei ricercatori dell'Ispra.
Alcoa. Stamattina circa tremila lavoratori dell'Alcoa, fabbrica che produce alluminio, sono arrivati a Roma per dire no alla chiusura dello stabilimento. Sono partiti da piazza della Repubblica, poi, arrivati a largo di Santa Susanna hanno imboccato via Bissolati, dove hanno cercato di forzare lo sbarramento della polizia. Ci sono stati incidenti, mentre all'interno del ministero del Welfare una delegazione di lavoratori incontrava i funzionari del dicastero. In ospedale è finito un operaio di 40 anni. "Il nostro compagno aveva l'occhio gonfio a causa del colpo ricevuto - racconta Antonio - E' stato trasportato in ospedale da un'ambulanza, davvero non capiamo perché le forze dell'ordine abbiano deciso di caricarci: noi siamo qui per una protesta pacifica". Opposta la versione della polizia: "Nessuna manganellata e un nostro agente è rimasto ferito". Successivamente la Questura ha diffuso una nota in cui afferma che non c'è stata nessuna carica, che non sono stati usati sfollagente e che tre poliziotti sono rimasti contusi...
Postato da enrico il Mercoledì, 02 dicembre @ 16:05:27 CET (88 letture)
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